TESI E ANTITESI

TARTASSATI

Agosto 27, 2008 · 1 Commento

Agosto ha il suo risvolto inquietante: mentre sei in ferie, chi sorveglierà la tua casa? Ecco, uno degli espedienti per non farsi notare è avere la buca sempre sgombra. Questo se già il condominio ha dichiarato di gradire la reclame nelle cassette delle lettere… Esiste un servizio dato da Poste Italiane S.p.A. – che tra l’altro è molto utilizzato dalle aziende, visto il volume maggiore di posta – che, alla modica cifra di 5,16 euro trattiene in giacenza la tua posta “per le prime 2 settimane”. Sì, peccato però che per usufruire di questo servizio, il medesimo debba essere pagato con bollettino postale, alla “modica” cifra di 1 euro: vale a dire un’aggiunta di un 20% circa…

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GLOBALIZZAZIONE

Agosto 22, 2008 · 2 Commenti

Le parti in causa sono le seguenti: Mediterraneo – del quale in realtà non v’è traccia perché ha l’ingresso direttamente dalla strada -, Africa, New York, Polinesia, Mexico, Australia, China, Japan e India.
Il tutto si svolge in un cortile. Di Mediterraneo non c’è traccia, Australia è quasi invisibile e China è di qualche paese dell’est europeo.
No: non sono strafalcioni geogrefici, ma nomi di appartamenti di un villaggio turistico - anche se l’uso del termine “villaggio turistico” nel senso più standard del termine è ben diverso – con corile comune comprensivo di posti auto. Sotto al medesimo c’è un’autorimessa.
C’è che gli attori citati han tutti bambini, a parte New York che ha un neo neonato e un suv che sembra più un carrofunebre. Questi si lamenta del chiasso – o del Como? Vista la quantità di milanesi – e dell’”auto” con due bolli. Fortuna che son gratis, con quel che costa il bollo auto.
Insomma: questo che apre il passo carraio per entrare con la carrozzina invece di utilizzare il passaggio pedonale che tra l’altro lascia sempre aperto non si sa per quale ragione a rischio della sicurezza altrui – visto che la propria è superflua, evidentemente. E questi è andato dalla direzione a lamentarsi. La direzione è arrivata nel villaggio ricordando alcuni dei divieti. Già, divieti: ma se uno si ritrova diverso fra gli altri, non dovrebbe forse cercare di adeguarsi invece di voler cambiare TUTTI gli altri? Poi, con tutti questi difetti barra colpe che ha.
Sta di fatto che adesso ci si ritrova come in un condominio, in estate, in vacanza! Non è assurdo? E si sono fatti già gli schieramenti: pro-cancellochiuso, pro-cancelloaperto. C’è chi tende a non schierarsi, come Australia, ma di fondo avendo figli il cortile comune fa comodo e come.

Ho sentito alla televisione che la globalizzazione è iniziata da Cristoforo Colombo e quel che n’è seguito: certo che in questo cortile, si riesce a dare il peggio…

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MILANO-SANREMO

Agosto 21, 2008 · Lascia un Commento

L’essere umano spesso è solito mettersi alla prova. Superare limiti.
L’essere umano tende a farlo a prescindere dalle stagioni, giorni, o periodo lavorativo o vacanziero che sia.
L’essere umano lo fa.
Capita così di vedere ad agosto, durante le vacanze, esseri dall’aspetto più o meno atletico cimentarsi in sport più o meno estremi. Avventati ragazzi che corrono sulla battiggia come se fossero dei lifeguard. Uomini e donne in età avventata con fisico in pensione. Esseri tonici. E qualche “bronzo di riace”, raro, molto raro.

Io sono perseguitato dalla sfiga, come Fantozzi con la sua nuvoletta. Quindi non mi riesce ti prefiggermi dei limiti con l’intento di superarli.
Una delle tante biciclette dell’hotel a disposizione, però, può essere un blando riscatto per chi, come me, non s’è potuto programmare per tempo – più che altro aver avuto la febbre a 39 il giorno prima della partenza e a 38 il giorno della medesima, fa pensare a tutt’altri progetti – l’attività fisica più o meno improvvisata.

Una semplice, vecchia e sporca bicicletta a noleggio diventa il diletto e lo strumento, oggetto e soggetto inconsapevole di imprese nel più classico degli stili americani – una specie di Stand by me? Forse.
Scoprire una strada ancora da terminare e quindi ad esclusivo uso turistico (passeggiate, running, bicicletta, mtb) che costgeggia il mare collegando Diano Marina ad Imperia e senza dislivelli altimetrici, non ha prezzo – per tutto il resto c’è mastercard.
E allora ti viene di spingerti un po’ più in là, con le pedalate, spostando di volta in volta il punto-di-non-ritorno. E arrivare ad Imperia è già un’emozione: per il mare, il panorama, la scoperta, la brezza marina che ti permette di pedalare senza sudare e barra o provare fatica. E entrare in Imperia e attraversare la città, magari evitando le strade trafficate del centro storico: che sono pure strette strette. E imboccare strade senza uscita. E pensare che dall’altra parte di Imperia, c’è un vecchio compagno di scuola che sei andato a trovarfe una sola volta due estati fa, in auto, di sera al buio percorrendo l’autostrada. Quindi hai come punto di riferimento solo un bar sul lungomare dove quella sera sei andato con Agostino la sua famiglia e la tua  a bere qualcosa.
Bene: mai niente e nessuno ti ha fermato in queste cose e ti sei sempre orientato, o meglio, sei sempre arrivato in posti dove non eri mai stato praticamente a naso e senza problemi. Perché una volta non esistevano i navigatori satellitari, né al giorno d’oggi ritieni di averne la necessità.
E quindi arrivi a destinazione. Magari avresti preferito azzeccare la strada giusta ed evitare quel saliscendi per la via principale. Non si può avere tutto.
L’amico non ha il suo cognome sul campanello del citofono: probabilmente quello della moglie? E chi lo conosce! Una telefonata ti allunga la vita citava uno spot pubblicitario di quella che un tempo era l’unica e naziuonale compagnia telefonica. Se non altro mi ha fatto riprendere fiato: ma sessun cenno dall’altro capo del telefono.
E così riprendi il percorso a ritroso, catturando qualche panorama con la fotocamera del telefonino, da fermo e in corsa. E cechi una strada più omogenea questa volta, altimetricamente parlando. E scopri che ti sei fatto un culo-così inutilmente, allungando il tragitto con decise pendenze decise.
Ma non si può essere mai certi né sicuri, oltre che, suona azzardato “dire gatto se non l’hai nel sacco”! Così ne approfitti della chiusura del passaggio a livello per chiedere informazioni a quel signore che, in sella alla sua vespa ha tutta l’aria di essere indigeno (del luogo ndr). Chiedi quale sia la strada più breve ma e soprattutto praticamente piana per andare fino a Diano Marina, e mentre lo dici ti senti una sorta di alieno visto che siedi su di una bicicletta con su la scritta del “tuo” albergo… Questi ti dice i nomi delle strade indicandoti la futura e la passata e già percorsa, accenndando che e comunque poi ci saranno parecchi saliscendi.
- Ha presente la MIlano-Sanremo – dice questi calzando il casco e partendo visto che le sbarre di protezione del passaggio a livello si sono alzate, e tu, tu, tu sei in sella ad una semplice bicicletta e per partire non puoi ruotare la manopola destra della tua due-ruote, ma devi umilmente pedalare col sedere già dolorante del percorso percorso.
- No. – gli risponondi senteticamente, perché non hai presente il tragitto tortuoso in stil montano da Milano-Sanremo che lui menziona… E tu continui a pedalare girando a sinistra e lui ruota maggiormente la manopola destra voltando a destra.
Pianura pianura pianura! Pensi mentre di tanto in tanto scatti qualche foto nel tragitto fra una bella esposizione floristica e i cantieri del nuovo porto. Ma quell’autoarticolato da cava doveva proprio avviare la sua corsa mentre tu gli passavi davanti!?
E così ti rendi conto l’ultima salita era stata davvero l’ultima perché sei più o meno nel punto d’ingresso d’Imperia da cui sei entrato e tra poco percorrerari la nuova ma non troppo strada panoramica – o forse “troppo nuova”? – Imperia-Diano Marina… E non sai che su di essa un cellulare squillerà. E non sai che quando ti ritroverai sull’unico e piccolissimo pezzettino di strada della Milano-Sanremo menzionato dall’indigeno in vespa – ma una volta non cavalcavano purosangue senza sella!? – il medesimo telefonino suonerà nuovamente mentre tu sarai su di una ripida discesa governando con la sola mano destra l’usata e sporca bici in comodato d’uso gratuito dell’hotel…

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PAGINA 45

Agosto 17, 2008 · 1 Commento

Ora stammi a sentire: una costruzione sull’area a preclude ogni eventualità di vendita o di costruzione sull’area b. Quindi noi, vendendo a Caisotti l’area a per il suo valore di terreno fabbricabile x, priviamo il terreno b del suo valore d’area fabbricabile y. Dunque, per il prezzo x noi ci aleniamo del valore x+y. Ossia, ora possediamo a+b; venduto a potremo disporre solo di b-y.

Lo stralcio di testo sopra riportato si riferisce alla parte terminale della pagina 45 de “L’abusivismo edilizio” di Italo Calvino.
Mi ha lasciato basito.
Devo ancora finire di leggerlo: adesso so che i miei sospetti che mi han fino ad ora allontanato da “La solitudine dei numeri primi”, possono essere fondati…

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TOPI DI CITTA’

Agosto 12, 2008 · 1 Commento

…che dire? Agosto. Siamo ancora ad agosto: ma finirà mai questo mese??
“Ma tu ce l’hai con Agosto?” – potrebbe pensare il lettore, e lo pensa con la maiuscola, come a difendere il più debole – come da Codice Civile dello Stato Italiano. “Povero Agosto…” – penserà ancora. Il non ce l’ho con agosto… Bè, sì, un po’ sì invero perché m’infastidisce tanto il caldo torrido quanto quello petulante e appiccicaticcio: perché nelle città, è più risaputo, distribuiscono solo quello…
Stamane, una settimana più inoltrati nell’agosto, in quest’agosto, mi sono svegliato in una città più fresca – non so se meno umida, ma più fresca – e, cosa che non ho notato scendendo dall’auto, una volta consumata la mia colazione, rientrando in auto ho visto quel che il lettore vede nell’immagine. Caspita! Certo che però, subito dopo aver fatto colazione…

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AGOSTO

Agosto 9, 2008 · Lascia un Commento

Sarà l’aria, sarà l’acqua… Sarà il caffè.

Questa è la frase topica di uno degli spot di una nota casa del caffè italiana che ha per protagonisti Bonolis & Co.
Agosto, una volta sciamato lo sciame di vacanzieri, diventa la scenografia che cambia tutto in niente, un luogo in un non-luogo.
L’avventore potrebbe domandarsi “ma son questi i problemi esistenziali?”, no, ma anche sì. Dicevo, le persone “normali” son via tutte o quasi; una perte delle quasi sono quelle tornate dalle vacanze e catapultati in un mondo in vacanza, quindi inalberati come pochi. Eterni insoddisfatti: come l’operaio che vorrebbe uccidere il proprio padrone perché tormentato dall’invidia.

Agosto è quindi la parte che ogni residuo umano di città deve stupiarsi a memoria per poi interpretarla, un copione mai scritto ma insito nel D.N.A.
Agosto è una t-shirt bianca sudata e sformata, è un paio di braghe corte o bermuda alla moda, è sandali o infradito oppure calzature telate fuorimoda con calzini bianchi di varia misura…
Agosto è un limbo: dove vagano “bambini” innocenti e ignavi.
Agosto è un simbolo tutto italiano: è la vacanza per antonomasia, è la serranda selvaggia nonostante lo sforzo dei sindaci e gl’ipermercati nonpropriamentesottocasa…

In questo periodo gli attori si dividono fra educati e profittatori. Nonostante la lucevera e calda dell’estate, grigie figure vagano come fantasmi sotto il sole cocente. Sembra di vedere uno di quei film anni ‘60 in biancoenero…
Anche il traffico ovviamente scemato dal parco auto circolante, cambia il suo cliché di auto nuove e fiammanti euro4, di spider e altri ameni autoveicoli. L’anno d’immatricolazione dei veicoli circolanti si fa più datato e, a prescindere dall’annata, le auto sono decisamente più dismesse e fumose, gli stili di guida diventano estremi estremisti eliminando come nella selezione naturale l’automobilista medio lasciando il posto a lenti veicoli come nei film americani in quelle strade deserte e dritte per miglia e miglia, e piloti improvvisati facilitati dalle libere pezzature di asfalto grigionero cocente con tanto di termoclino.

Agosto è quel periodo dell’anno nel quale vorresti e potresti goderti la tua città, magari a cavallo di una più ecologica bicicletta senza il pericolo di essere vittima della fauna stagionale, del deserto, delle paure, dei disservizi, del caldo, della follia umana… I cani mordono d’estate – la cronaca confuta -, ma non sono mammiferi anche loro?

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“HANNO APERTO I TABACCAI?”

Agosto 8, 2008 · Lascia un Commento

Non c’è niente da fare, viviamo ognuno nella nostra routine: siamo tutti una nicchia sociale e “di mercato”.
Ieri sono stato dal tabaccaio. Sarà che in agosto la maggior parte delle persone va in vacanza e rimangono solo gli “scarti”, ma in agosto sembra di stare come un quel telefilm degli anni ‘80 Ai confini della realtà.
Sul marciapiede in direzione della tabaccheria e solo a qualche decina di metri dal suo ingresso, già vedevo gente uscire ed entrare, gente fuori che poggiata al muro o altri appoggi di fortuna sfregava su fantomatici cartoncini. O altro?
Entro e memore dell’avvenuta apertura perché in ferie sino ai giorni scorsi, mi stupisce e non mi stupisce la quantità di umani all’interno del locale. Anche dentro gente che vaga senza metra oltre altragitto bancone appoggi vari per grattare o compilare schedine… C’era anche chi si guardava attorno, chi si nascondeva mentre grattava per non farsi vedere: come se stesse giocando a poker… Prese le mie marche da bollo e giocato il superenalotto, me ne sono vergognato subito dopo, quasi accomunato a quelli che vivono il maldigioco

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PERPLESSITA’

Agosto 7, 2008 · Lascia un Commento

Perché nella pagina “Capitolo 1″ manca il testo del post e al suo posto c’è un numero di amenità che, va bene, ma potrebbero stare tranquillamente da un’altra parte anziché lì!?

Mi sa che dovrò cancellare tutto e ri-fare…

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ECONOMIA

Agosto 7, 2008 · Lascia un Commento

In questo periodo, che vorrei meno caldo e con meno zanzare, mi lascio accompagnare quando posso da un libro, Il petalo cremisi e il bianco.
Non voglio star lì a recensire, anche perché non l’ho terminato e ne son ben lontano, ma, non mi vien voglia di “contestare” lo stile di Faber; piuttosto, mi ritrovo a riflettere sulla condizione economica e sociale di quel periodo, tardo Ottocento e, mi vien da pensare se è possibile paragonare quei tempi al nostro quotidiano o, piuttosto, far riferimento a quel periodo del nostro passato – anche se è ambientato in Inghilterra – per tracciare la metamorfosi avvenuta fino ai nostri tempi…

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Capitolo 4

Agosto 7, 2008 · Lascia un Commento

La vita di un individuo è come un libro: non sempre è ben scritto; non sempre ha una trama decorosa, avvincente, emozionante, bella, etc., etc. Quel che è sicuro è il protagonista ignaro della sua sorte e degli eventi. Come un libro è diviso in capitoli a volte diversi e a volte tutti uguali: io non conosco il percorso e tanto meno la fine…

Il protagonista si divide in più vite, o meglio: la vita, così come i capitoli di ul libro ha diverse direzioni, impegni, incombenze, influenze e rotturediscatole…

Così oltre alla vita come essere umano, c’è quella sociale, familiare, del lavoro e… e infine, oltre alle precedenti e già accennate quattro vite: c’è la scuola. La scuola, di sera, dopo un’intera giornata di lavoro, poco prima del crepuscolo fisico e di un cenno di alimentazione, cinque o sei sane ore di lezione…

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